Autorita' di Ambito Territoriale 3 Medio Valdarno
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IL POT: UNO STRUMENTO DI PIANIFICAZIONE PREVISTO DAL PIANO DI AMBITO

Attraverso la conoscenza del territorio si declina la programmazione degli investimenti - Breve scheda riassuntiva


Il Piano di Ambito è il principale strumento di pianificazione del Servizio Idrico Integrato. Nel Piano trovano una propria definizione, anche in termini temporali, gli obiettivi relativi ai livelli di servizio, il programma degli interventi, il piano degli investimenti, i costi di gestione e la tariffa necessaria a coprire i costi e ad assicurare la remunerazione dei capitali necessari a finanziare gli investimenti.
Livelli di servizio e piano degli interventi sono punti centrali all’interno del Piano di Ambito. I primi servono per individuare le aree più critiche all’interno del territorio dell’ATO, dove è necessario programmare gli interventi per superare una situazione difficile, per esempio un approvvigionamento idrico insufficiente, l’assenza del sistema fognario, la realizzazione o il potenziamento di un impianto di depurazione, la sostituzione di impianti che hanno esaurito la loro funzionalità.
Una volta individuate le criticità nella loro collocazione territoriale, il Piano definisce il programma degli interventi che consente di superare tali criticità, l’elemento fondamentale per assicurare un adeguato servizio agli utenti e per mantenere in efficienza gli impianti. Il programma degli interventi ha trovato una prima definizione nel Piano di Ambito approvato alla fine del 2001, che in parte era costituito da progetti e in parte da stime parametriche, più dettagliato nei primi anni e più frutto di valutazioni statistiche negli anni successivi.
L’avvio della gestione avrebbe consentito di migliorare la conoscenza delle criticità sul territorio e di affinare il Piano degli interventi. Questa valutazione è stata tradotta in uno strumento contrattuale che ha preso il nome di Piano Operativo Triennale degli investimenti (POT).
Il POT è quindi lo strumento di pianificazione nel quale il Gestore, sulla base delle indicazioni strategiche e dei vincoli di spesa (tariffa) contenuti nel piano, definisce gli interventi che ritiene prioritari e che intende realizzare nel successivo triennio. Il Gestore, sulla base di una conoscenza del territorio che cresce annualmente, ogni tre anni propone all’ATO il programma degli investimenti che ritiene prioritari. L’esperienza ha messo in luce pregi e difetti di questo strumento di pianificazione. Il POT effettivamente consente al Gestore di sfruttare pienamente la crescita della conoscenza del territorio e delle sue criticità, e il Gestore non rimane vincolato alla pianificazione originaria ma può apportarvi tutti gli aggiustamenti necessari per rendere la pianificazione più aderente alle necessità.
Il POT, nell’esperienza di questi 5 anni, ha mostrato alcuni limiti, probabilmente delle potenzialità che fin qui non sono state pienamente utilizzate: la partecipazione dei comuni alla elaborazione del POT è stata insoddisfacente.
È per queste ragioni che l’ATO propone di rivedere le forme e i modi con il quale si dovrebbe formare e verificare il POT. L’obiettivo è quello di sfruttare le potenzialità costituite dalla migliore conoscenza dei territori da parte del Gestore per offrire ai comuni la possibilità di partecipare più attivamente alla pianificazione sia in termini di obiettivi che di soluzioni.


Autorità di Ambito Territoriale Ottimale n. 3 - Medio Valdarno | Via Verdi n. 16 (primo piano) | 50122 - Firenze
Tel 055 263291 | Fax 055 2632940
by Pieragnoli last modified 2007-01-31 16:29

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